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Cambiamento Epocale

Stiamo assistendo in questi giorni convulsi a momenti di vero panico, dalle notizie che giungono dal Governo, dai Mercati e dal Mondo intero. Si può dire che il Sistema apparentemente solido si stia letteralmente sbriciolando come una parete di roccia, che poi si rivela una frana di materiale sabbioso. Eppure, fino a qualche mese fa nessuno avrebbe pensato che le cose cambiassero così repentinamente. Ma io, che sono l'uomo delle origini, da anni sto comunicando queste situazioni dovute fondamentalmente non all'esplosione, ma all'implusione del Sistema.I veri motivi del fallimento totale della società tecnologica e veloce stanno nel degrado profondo dell'essere umano. Quando l'apparenza sovrasta la sostanza, dove il voler essere per avere a tutti i costi denigra e distrugge tutto relegando l'uomo ad oggetto e non a soggetto. Volendo essere più chiari, se un tempo un uomo poteva fare 100 mattoni al giorno, dando così lavoro a molte persone, oggi una macchina, producendo centomila mattoni al giorno, ha spiazzato l'intera umanità. In Africa, quando sono stato nel 2004, nel parco del Kilimangiaro non potevano girare le ruote di nessun tipo di veicolo. Io mi chiedevo il perchè di questo, poi mi hanno spiegato che un'auto portava via lavoro a dieci persone.
Questi che sono Africani, per noi occidentali esseri del terzo o quarto mondo, avevano ed hanno capito il problema. Meglio stare senza macchine ma creare lavoro ed opportunità per tutti. Ed allora, io sostengo, ed è semplice, che dall'anno Mille fino al1950 nella maggior parte del mondo, non era cambiato niente. C'era si la ferrovia, l'energia elettrica, l'automobile, ma questo si percepiva solo nelle grandi città o in pochi rari casi nelle campagne. La gente nelle contrade aveva il gabinetto sopra il letamaio dei bovini, in casa c'erano la stufa, le candele, la polenta,la mamma, angelo del focolare, la semplicità,la dignità e l'onestà. Tempi che ora sono rimpianti. Cosa è successo in questi cinquant'anni, il mondo si è stravolto i sistemi di comunicazione la tecnologia, la velocità hanno sorpassato la lentezza e la pochezza dell'essere umano che si è trovato in un secondo a mettere i piedi per terra e a capire come tutto il sistema, nato velocemente, sia franato in maniera repentina. Oggi nelle case abbiamo più auto, elettrodomestici di ogni genere oggetti super inutili, ma il sistema impone queste regole, creare continuamente falsi bisogni con pubblicità asfissianti ed oggettivamente false. Non dobbiamo sicuramente rinnegare il progresso, ma fare un buon esame di coscienza sui valori, le tradizioni, le usanze di una società che aveva retto per centinaia di anni con i propri limiti, ma con razionalità e saggezza, parole che oggi sono da vocabolario.

Tom Perry gira l'Italia il Mondo con concetti ancora arcaici, ma, anche se siamo in periodo di crisi mondiale, non bisogna spegnere la parola speranza, ogni singola energia può dimostrarsi vincente. Negli anni cinquanta-sessanta, nasce la Televisione, che sconvolge l'intera umanità negli usi, costumi e abitudini giornaliere. Io, che sono un figlio di queste generazioni, sicuramente ho vissuto meglio di mio padre che ha visto la guerra, ma mio figlio, nato nell'era di internet, dove tutto è concesso senza limiti, dovrà tornare ai sacrifici di mio padre. Allora, molte volte mi chiedo se sapere tutto e subito è un vantaggio o un peso insopportabile, non era meglio forse arrivare per gradi ed esperienza a certe verità quando il sesso era scoperta, timidezza, mai volgarità, sopratutto rispetto e condivisione, ci si ammalava di meno, non c'erano i depressi, i noglobal, gli indignati, la salute non viaggiava su test o indagini di massa per trovare qualcosa che, se forse non si sapeva, condizionava meno la malattia e il morale, e la qualità della vita. Ma forse io sono un uomo della preistoria, oggi sono fuori tempo, mio figlio mi dice che sono vecchio, eppure, per quanto riguarda la fatica, lo sono meno di lui. Sono convinto che il malessere della società del benessere dipende fondamentalmente dal nostro egoismo, dall'indifferenza quotidiana, dove solo il denaro parla, il resto sono chiacchere inutili. Dalle radici del nostro passato, possiamo inventare il nuovo futuro. Ci sono voluti quarant'anni per distruggere il Pianeta e l'ecosistema, ce ne vorranno altrettanti per ricostruire l'umanità.

Se tutti ci sforzassimo di guardare in faccia il nostro prossimo, ci accorgeremo della nostra bassezza e precarietà. Lamentarsi quotidianamente è un rituale, ma abbiamo mai considerato l'altra faccia della medaglia, siamo mai stati in paesi poveri dove la soddisfazione più grande vuol dire oggi sono contento percchè sono ancora vivo.... domani non si sa. Se è crisi dobbiamo affrontarla non schivarla, questa è responsabilità: rimbocchiamoci dunque le maniche mettiamo i piedi per terra e ripartiamo..... fosse anche da zero, senza scuse o pretesti inutili. Quando hai finito il carburante, sei a piedi e devi camminare con le Tue gambe..............

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