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Ricerca di nuovi partners

Tom Perry Team cerca la collaborazione di nuovi partners, sia per sostenere le Imprese di Tom ma sopratutto per continuare l'opera di solidarietà che vede Tom sempre in prima linea per aiutare il prossimo

Proprio in questi giorni, in collaborazione con Don Emmanuele Cuccarollo di RADIO OREB di Lisiera di Vicenza, abbiamo spedito un nuovo Generatore di corrente da 20 KW in Burundi all'orfanatrofio di MUREMERA condotto dalle suore Benedittine.
Colgliamo l'occasione per ringraziare L'azienda SOGA di Montecchio Maggiore per la disponibilità.

"Oggi è festa per me sia perchè è il mio onomastico (S:ANTONIO), ma anche perchè sento che qualcuno potrà vivere meglio di prima e questo mi rende felice"
Tutti coloro che vogliono collaborare in qualsiasi maniera fornendo materiali o aiutandoci nel realizzare nuovi eventi di forte impatto mediatico possono scrivere a Tom e insieme daremo qualche speranza in più a gente che ne ha davvero bisogno.

Tom Perry a Rai 2

televisioneTom Perry ha partecipato al programma di Rai 2  "PIAZZA GRANDE "condotto dal bravissimo  GIANCARLO MAGALLI  che intervista  Tom,  ospite  curioso ed originale. per la trasmissione.

Continua la serie Tom e la TV

L'Etna a piedi nudi

L'Etna a piedi nudi per accendere il motore della solidarietà

L'impresa di Tom Perry sarà dedicata a tutte le donne, in particolare alle vedove dell'ispettore Raciti e di Angelo D'Arrigo, campione di volo libero.

Tom Perry, l'alpinista scalzo di Sovizzo, è pronto ad una nuova, clamorosa impresa. La prossima settimana tenterà di scendere a piedi nudi dall'Etna, il più alto vulcano d'Europa, una montagna che sfiora i tremila e quattrocento metri di altezza e che mai fino ad ora è stata teatro di una prova simile. Quella del simpatico atleta vicentino che nella vita di tutti i giorni è un componente delle Polizia provinciale, non sarà solamente una performance di carattere sportivo.

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Gli ultimi metri del Makalu

È passato più di mezzo secolo da quel 15 maggio del ’55 quando Lionel Terray e Jean Couzy piantarono la bandiera francese proprio in mezzo alle due piccole punte collegate da una cresta di neve che si ergono sopra la parete sommitale color ruggine degli ultimi metri del Makalu, la “montagna nera”, quinta più alta vetta del mondo con i suoi 8463 metri. La vetta che due anni prima aveva respinto con perdite perfino Edmund Hillary, il vincitore dell’Everest.

Mezzo secolo costellato di vittorie e sconfitte, di imprese epiche che hanno fatto la storia dell’alpinismo mondiale ma anche di morti sommersi dalla neve, dal vento, spesso dall’oblio. Mezzo secolo in cui si sono date battaglia sulle pendici dell’Himalaya scuole alpinistiche diverse.

Modi diversi di intendere il rapporto con la montagna, con la natura, con gli sherpa. Visionari, sognatori, solitari, tecnici o leader. Tutti si sono misurati con le loro ambizioni e con i mezzi che la tecnica in quel momento poteva offrire. Dietro di loro una feroce competizione tra Stati, l’Annapurna francese, l’Everest inglese, il K2 italiano, il Nanga Parbat austriaco. Quella stessa gara ad arrivare primi che pochi anni dopo, in piena guerra fredda, si ripropose nella conquista dello spazio tra Stati Uniti e Unione sovietica. “Gara” che fa quasi sorridere oggi a chi guarda atterrare la navicella russa con la prima “turista spaziale” americana salita a bordo pagando con un biglietto di svariati milioni di dollari.

Ma questi che viviamo sono appunto altri tempi, è l’era della globalizzazione e dell’interdipendenza, del mondo piccolo, fragile e pericoloso. Anche se le montagne più alte restano le stesse, dure e inaccessibili, anche se l’avventura e i rischi sono uguali a quelli di cinquanta anni fa cambiano le motivazioni alla base delle spedizioni ed è soprattutto cambiata la percezione che l’opinione pubblica ha di queste “imprese”.

Bene hanno fatto perciò gli organizzatori della missione Makalu 2006 ad utilizzare l’ascesa alla “montagna nera” raggiunta dalla spedizione vicentina nel maggio scorso da Mario Vielmo come occasione per lanciare un messaggio forte di solidarietà e di pace in vista delle olimpiadi di Pechino. Quell’impresa rievocata da un giornalista di razza come Claudio Tessarolo in questo “I cembali del Makalu” e corredata da un servizio fotografico di rara bellezza, rievoca il viaggio della fiaccola dei giochi invernali di Torino 2006 portata in cima al Makalu. Prima di essere riposta nello zaino di Tom Perry, l’alpinista scalzo, per un lungo trekking di avvicinamento nelle valli himalayane, la torcia è stata benedetta dal Dalai Lama che vi ha scritto sopra una dedica semplice ma efficace: «prego che tutti gli uomini senzienti vivano in felicità». Piccolo concentrato di filosofia e religione buddista in attesa di vedere riconosciuti dalla grande Cina i diritti negati al popolo tibetano.La fiaccola infine è salita su fino agli 8463 metri del Makalu con Mario Vielmo tedoforo d’eccezione. Ha respirato l’aria sottile nel “castello degli dei” per ritornare a valle come strumento di dialogo e comprensione.

È la prima fiaccola olimpica a salire così in alto e forse resterà l’unica per molto tempo se è vero che il comitato organizzatore di Pechino ha rinunciato a portare la torcia del 2008 sulla cima dell’Everest. Ora la fiaccola di Torino-Makalu 2006 verrà messa all’asta. L’incasso servirà per finanziare progetti a favore degli orfani tibetani. Missione alpinistica e missione di cooperazione e solidarietà sono diventate una cosa sola.

Almeno per una volta i “sahib” venuti da Occidente non hanno solo tolto sacralità e silenzio alla cima ma restituito qualcosa alla gente che vive all’ombra di queste montagne e che le guarda con timore e rispetto.

Per capire cosa sono queste vette basta rileggersi cosa scrisse Kurt Diemberger su Nawang Tenzing il fortissimo sherpa tibetano di Hillary che nel ’77 salì sul Makalu insieme a Diemberger e Hermann Warth. «All’inizio - scrive Diemberger - non voleva saperne di raggiungere la cima. Diceva di odiare il freddo, di non voler disturbare gli dei delle montagne, di non volersi mettere in evidenza di fronte ai suoi vicini di casa per non suscitare invidie. Egli però desidera vedere il Tibet, il suo Paese perduto, dall’alto deve essere una visione unica, stupenda. Quanto ciò sia importante per lui l’ho capito quando l’ho visto danzare nella neve, sotto il campo II non appena il suo sguardo ha potuto scendere sull’altipiano».                                                              Gerardo Pelosi

            (inviato de “Il Sole 24 Ore”)

Grandi preparativi per il Giappone

Grandi preparativi per il grande evento in Giappone dove Tom scenderà a piedi nudi dalla vetta del FUJIYAMA, sono in molti a collaborare per l'organizzazione .  

E' stata contattata la FONDAZIONE ITALIA GIAPPONE che prevede numerosi eventi in AUTUNNO e si spera di poter inserire anche questo nel programma.

Tom sarà supportato dalla presenza di un operatore tv e da un fotografo oltre al suo TEAM e si conta nella collaborazione della REGIONE SICILIA e con il supporto tecnico del PARCO DELL' ETNA. Sarà proprio l'ETNA il protagonista in simbiosi con il FUJIYAMA.

Le data della partenza e' stabilita verso il 08 ottobre 2007. Per questioni organizzative seguiranno ulteriori comunicati.

Una star in Sicilia

TomPerry accolto come una star dalla diponibilità e grande cuore della Sicilia e dalle più alte cariche politiche.
Dal parco dellETNA da tanti generosi collaboratori resisi indispensabili per questo evento singolare ed unico che ha scatenato l'interesse dei Media di mezzo mondo.
Tom subissato da fotocamere e telecamere con riprese da elicottero incanta la gente correndo lungo i crateri e pendii vertiginosi del Vulcano trà GHIACCIO E FUOCO facendo letteralmente impazzire i cameramen.
Un'esplosione di energia  saltando sulla lava bollente tagliente come il vetro andando poi a raffredarsi nella neve peraltro molto alta.
Una senzazione mai provata, dice TOM, dal fuoco al gelo in frazioni di secondo. Dopo poche ore il vulcano si risveglia senza preavviso e comicia ad eruttare come per incanto lava incandescente cambiando totalmente lo scenario sui precedenti passi di Tom.
Tom ha chiamato  L'ETNA , e l'ETNA ha risposto certamente i DUE si sono capiti.
RIMANERE CON I PIEDI PER TERRA  questo è adesso il motto di Tom
subissato da reporter e giornalisti:  Sicuramente un'occasione per comunicare importanti messaggi ad una società spenta.
Ci voleva proprio  L'ETNA  per il vulcanico TOM.................

Prossimi appuntamenti

Febbraio

   

 

  • Tom Perry in Argentina tenterà di scendere dall ACONCAGUA   m.6962 la più alta vetta
    delle AMERICHE sempre e rigorosamente apiedi
    nudi evento mondiale.

 

 

    

 

Luglio

         

 

  • Secondo tentativo sul CERVINO organizzazione guide alpine di CERVINIA.

 

Settembre

     

 

 

  • Tom Perry sulle orme de i Samurai scenderà il FUJIYAMA  la montagna simbolo del Giappone evento ripreso dalla TV Giapponese.

 


 

 

IL programma può subire  modifiche a seconda delle condizioni meteo e della salute di Tom Perry.

Tom Perry a Rai 3

Tom Perry partecipa al programma di RAI 3 Alle Falde del Kilimangiaro condotto da Licia Colo' assieme ai compagni di spedizione Makalù 2006.

Licia Colò strepitosa come sempre rimane sbalordita dal Tom che riesce a far meditare e sorridere come nel suo stile. Per Tom sicuramente una grande soddisfazione confermata anche dai dati di ascolto .

 Anche Pippo Baudo simpaticissimo scherza col Tom che gli chiede di andare a SANREMO o SAREGO tutto peggio.

Inizia qui forse la carriera televisiva del Tom ? Staremo a vedere intanto lui si pulisce i piedi.................

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"Alle Falde del Kilimanjaro"

ImageIl 17 Dicembre Tom Perry sarà ospite nella treasmissione di Licia Colò "Alle Falde del Kilimanjaro" su RAI 3.

Durante la diretta televisiva sarà messa all'asta la fiaccola di Torino 2006, e il ricavato andrà a finanziare una scuola per i bimbi tibetani di Dharamsala India.

Il progetto sarà seguito dall'onlus Mons.Camillo Faresin.  Non perdetelo !

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